4 cose da fare in Valle d’Aosta: tra natura, cultura, gastronomia e villaggi alpini

Descrizione

4 COSE DA FARE IN VALLE D'AOSTA: TRA NATURA, CULTURA, GASTRONOMIA E VILLAGGI ALPINI

La Valle d’Aosta, seppur la più piccola regione d’Italia, possiede tantissime bellezze che vale la pena di scoprire per apprezzarne sempre più il fascino.

Per cominciare non si può non raccomandare una visita al Parco del Gran Paradiso che prende il nome dalla montagna del Gran Paradiso la più alta vetta nel territorio italiano (oltre 4.000 m).

Il parco, nato nel 1922 grazie alla donazione di Vittorio Emanuele III di Savoia della sua leggendaria riserva di caccia, è il più antico Parco Nazionale d’Italia, all’interno del quale convivono e vengono salvaguardate centinaia di specie di animali, piante e fiori rari nella splendida cornice delle Alpi; talmente importante da avere un proprio corpo di guardie forestali che vigilano e controllano la sua area protetta. Viste le molteplici opportunità che il Parco offre tra escursioni, trekking e visite guidate con geologi e professionisti, merita senza dubbio una visita completa.

 

Altra meta da segnalare sono sen’altro le Cascate di Lillaz formate da alcuni salti rocciosi attraverso i quali scorrono le abbondanti acque del torrente Urtier, che hanno scavato profondi anfratti tra le rocce a picco.La passeggiata attorno alle cascate è un percorso classico ed è molto frequentata soprattutto nel periodo estivo.

Camminando tra gruppi di larici, si arriva alla base delle cascate e subito si incontra un primo modesto salto, a monte del quale, dopo un tratto di sentiero un poco più ripido, ci si affaccia sul secondo salto, il primo di una certa importanza: l’acqua si getta in una conca profonda scavata dalla stessa nel corso dei secoli.

Il sentiero s’inerpica quindi con pendenza maggiore sul fianco della montagna, si affaccia su una cascata intermedia (di medie dimensioni) e raggiunge infine un ponte in legno, dal quale si gode di uno spettacolo senza precedenti.

Superato il ponte, si sbuca su un ripiano erboso (a 1745 metri circa, il punto più alto della camminata) da dove appare in tutto il suo splendore la terza cascata, forse la più spettacolare sia per i giochi d’acqua, sia per le imponenti stratificazioni rocciose che in qualche modo l’hanno generata.

 

Ma strettamente correlata alle bellezze naturalistiche, c’è quella dei tipici villaggi alpini: da Cogne (al cospetto del massiccio del Gran Paradiso e dell’omonimo Parco) caratteristica per le sue case in legno ed un tempo famosa per le miniere di magnetite alle quali si intrecciano molte storie; come quella secondo cui la miniera, garantì agli abitanti della valle l’esenzione dal servizio militare durante la Seconda Guerra mondiale, per non interrompere le attività estrattive strategiche per l’industria pesante; a quello di Chamois raggiungile solo tramite una funivia e situato all’altezza di 1800 m. I più allenati possono salire a Chamois seguendo la vecchia mulattiera che, con le sue 93 strette curve, congiunge tutt’ora la località al fondovalle.

Come avrete immaginato, in questa località non circolano le vetture; Chamois, infatti, dal 2006 può fregiarsi dell’appellativo di “Perla delle Alpi” e fa parte di una costellazione di località dell’arco alpino che associa luoghi montani fra i più belli d’Europa, uniti dalla comune volontà di promuovere la tutela del territorio e gli spostamenti liberi dal vincolo dell’automobile. Il paese ha mantenuto intatte tutte le caratteristiche di piccolo borgo alpino, con le abitazioni in legno e pietra e le strette stradine che lo attraversano e regala ai turisti che lo scoprono la possibilità di trascorrere vacanze uniche, lontani dai luoghi comuni, in una località veramente eccezionale e nella quiete più assoluta.

 

E alla quiete di questi villaggi lontani dal turismo di massa si contrappongono località come Chamonix e Courmayeur. La prima è una grande stazione sciistica conosciuta in tutto il mondo, ai piedi del famigerato Monte Bianco, e che possiede oggi una delle funivie più elevate del mondo.

Questa "funicolare aerea" collega la città alla famosa Aiguille du Midi, il cui picco centrale culmina a 3.842 m, offrendo un'incredibile vista sulle creste del Monte Bianco. Anche quando si raggiungerà la cima, le emozioni non saranno ancora finite perché dalla terrazza più elevata si può accedere al "Passo nel vuoto", una sorta di cubo in vetro a 5 facce che consente di ammirare il panorama con un vuoto di oltre 1.000 m di sotto i piedi!

 

La seconda è sicuramente più famosa per i locali e i negozi di lusso, rappresentante indiscussa delle vacanze VIP (non perdetevi la classica passeggiata in Via Roma). 

A Courmayeur accoglienza, amore per la tradizione e rispetto dell’architettura locale sono curati nel dettaglio, ovunque e da sempre.

Se decidete di visitare Courmayeur, non potete perdere la traversata del Monte Bianco, un’esperienza straordinaria resa possibile dalla funivia, che in pochi minuti copre oltre 2.000 m di dislivello. Nel corso della traversata, che offre una vista magnifica sui ghiacciai e sulle grandi vette delle Alpi, potrete visitare un giardino botanico alpino e la mostra di cristalli del Monte Bianco.

 

Se a tutto ciò aggiungete l’ottima gastronomia di questa regione, il quadro è completo:

 

Tra I primi piatti annoveriamo le numerose zuppe tra cui la più nota è la zuppa Valdostana a base di brodo di carne, con cavoli e fontina, insaporita da fettine di pane e burro.

Il secondo piatto per eccellenza è rappresentato dalla Carbonade, pietanza simbolo della regione, a base di carne, rosolata al vino rosso.

Immancabile anche la Fontina, vanto della cucina regionale così come la Fonduta di formaggi che rappresenta un' icona gastronomica e culturale della regione.

Da provare anche il capriolo alla Valdostana, cucinato con panna liquida e ginepro, insieme al pepe nero ed al timo.

Anche la pasticceria valdostana è ricca di portate, fortemente influenzata dalla tradizione francese. Si pensi al Blanc Manger, con panna e zucchero, al classico Mont Blanc con castagne e cacao ed una montagna di panna montata. Molto caratteristiche le Tegole d'Aosta, biscotti di mandorle e nocciole, cotte secondo la tradizione.

Tra i vini valdostani troveremo produzioni locali di Pinot grigio, Muller Turgau e il leggendario Chardonnay. Tipico Valdostano è anche il distillato di Genepy (dal ginepro), pianta che cresce rigogliosa lungo le pendici montane che sembra abbia numerosi effetti benefici e digestivi .

 

 

Ora possiamo partire per scoprire questa regione dalle infinite ricchezze, che con il suo turismo del “bien vivre”, racchiude gelosamente la bellezza e il fascino di tutto il nostro Paese

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