La terra a cui Ulisse diede il suo nome: Tour dell’isola di Ponza e Riviera di Ulisse

Descrizione

LA TERRA A CUI ULISSE DIEDE IL SUO NOME: TOUR DELL'ISOLA DI PONZA E RIVIERA DI ULISSE

Antica e leggendaria come l’eroe da cui prende il nome, La Riviera d'Ulisse è la striscia di costa del Lazio Meridionale a sud della provincia di Latina. Questo è un territorio di indiscutibile fascino (il Golfo di Gaeta, Sperlonga, Sermoneta, la splendida Isola di Ponza) anche per la sua storia singolare, antica, tanto da far smarrire il senso tra realtà e leggenda (è qui che l'Odissea narra l'incontro di Ulisse con la maga Circe al cospetto del monte Circeo).

In epoca romana poi, è il territorio dove si snoda l'antico tracciato della via Appia: terra particolarmente apprezzata per il clima, gli scambi commerciali, la costa e la pescosità del suo mare e quindi eletta a luogo ideale per le vacanze.

 

Il suo "cuore pulsante” è il Golfo di Gaeta. Un luogo forse unico al mondo: oltre cinquanta chilometri di spiagge di fine rena con la particolare morfologia di promontori costieri rocciosi che si innalzano oltre i 1000 metri a strapiombo sul mare.

 

Del periodo in cui divenne colonia romana, sono giunte ai giorni nostri preziose testimonianze,quali mura ciclopiche, rovine di acquedotti così come numerosi gli edifici risalenti alle epoche successive della storia del Golfo, tra i quali si distinguono il Santuario della S.S. Trinità (detto anche della Montagna Spaccata) caratterizzato da una grande fenditura nella rocce che si dice formata a seguito della morte di Gesù e che ospita la grotta “del Turco”, così chiamata perché vi si può distinguere l'impronta della mano di un miscredente impressa nella parete.

Autentico vanto della città, il Duomo dei SS. Erasmo e Marciano che venne costruito nell'XI secolo ed è dominato da un magnifico campanile che lascia a bocca aperta. Da non perdere,anche, la Cappella dell'Immacolata Concezione, detta Grotta d'Oro, completamente ricoperta da pitture risalenti al XVI secolo. Anche la chiesa di Santa Maria è un autentico gioiello dell'architettura religiosa. L'interno vanta un magnifico altare arricchito di una tela raffigurante l'Assunta, la splendida Cappella del Presepe, risalente al 1700 e le cappelle laterali.

 

Altra meta indiscussa della Riviera è Sperlonga, che oltre a offrire alcune delle spiagge più belle d’Italia, che per anni le hanno fatto conquistare la bandiera blu (tra cui Canzatora , Fontana, Saette e la splendida grotta di Tiberio cavità naturale con un lembo di spiaggia piccolissimo ma estremamente affascinante), la città è anche un borgo meraviglioso, uno dei più belli del nostro Paese.

La piccola città fatta di viuzze offre degli ottimi spunti per una vacanza alla scoperta della cultura locale. Il Museo archeologico locale, costruito proprio nei pressi della Grotta di Tiberio, ospita i gruppi statuari che decoravano la città. Un altro elemento caratteristico di questa località sono le quattro torri; costruite nel medioevo per difendersi dai Saraceni, oggi sono una delle mete turistiche più visitate.

La Torre Centrale e la Torre del Nibbio sono oggi incorporate tra le case del paese, dando quell’aspetto arroccato e tortuoso.

La Torre Truglia, invece, è stata più volte restaurata, e per questo si mantiene in buone condizioni. Meritano una visita anche le piccole e pittoresche chiese situate per lo più nel cuore antico della città.

 

Ma la vera perla è Ponza, un’isola meravigliosa, la più grande e turistica tra le Isole Pontine. L’interno dell’isola è montuoso e solcato dalle mulattiere (strade rurali simili a sentieri, che prima dello sviluppo della rete stradale vera e propria, rappresentavano la via di collegamento tra i paesi e le campagne) che portano all’area vulcanica che è il cuore di tutta l’isola.

La zona del porto è la prima che vedrete arrivando a Ponza. A primo impatto ne resterete affascinati, ma non accontentatevi. Proseguendo oltre il porto turistico ed il centro storico si incontra il Borgo di Santa Maria dove c’è un porticciolo e l’isola diventa un po’ meno a misura di turista. Dove Ponza si restringe e si fa striscia sottile inizia la zona di Le Forna, la parte più selvaggia ed elevata.

Qui ci sono i posti meno turistici e le spiagge sono meno affollate. Questa zona dell’isola merita di essere visitata centimetro per centimetro facendo passeggiate nell’interno e scoprendo i vari sentieri. Il mare di Ponza è uno dei più belli del Mediterraneo, con fondali ricchi di vita, relitti e grotte che sono il paradiso dello snorkeling e del diving.

L’isola conta 40 km di costa frastagliata che forma insenature e baie, calette e spiagge, scogliere bianche (Capo Bianco così chiamato per la sua roccia di un bianco abbagliante e che si può esplorare solo via mare, raggiungendo anche una piccola caletta protetta dal costone),faraglioni e grotte sommerse (tra cui le Grotte di Pilato che i romani realizzarono scavando il tufo per l’allevamento delle murene e la Grotta di Ulisse in cui, grazie ad una apertura in alto,la luce che vi penetra illumina l’acqua di un colore azzurro intenso).

 

Ma Ponza non è solo mare. L’isola è stata abitata sin dal tempo dei romani e dei greci. I resti del passato sono tutt’oggi ancora visibili e vi invitiamo a scoprirli uno ad uno. Ci sono due necropoli romane, grotte artificiali, i resti di due sontuose ville imperiali e tante cisterne disseminate sul territorio, di cui la più famosa è la Cisterna Romana della Dragonara.

Assolutamente da non perdere Lo Scoglio della Tartaruga così chiamato perché la sua forma ricorda quello di una testuggine e Il Faraglione del Calzone Muto, una roccia solitaria ed aguzza, che secondo la tradizione popolare, deve il suo nome ad un marinaio muto, il quale volendo lanciare il suo grido di gioia alla vista di quel meraviglioso paesaggio e non potendolo fare, lanciò i suoi pantaloncini sullo scoglio che ne presero la forma.

 

Proseguendo il nostro viaggio nel Lazio più nascosto, ci si imbatte nel borgo di SermonetaVi si accede per una tortuosa strada, offrendo man mano panorami sempre più ampi: il paese appare d’un tratto bellissimo,completamente circondato da poderose mura e tutto arroccato, sul suo colle d’ulivi, attorno ad un imponente castello.

A partire dal XIII secolo, Sermoneta divenne florido feudo dei Caetani, storica famiglia laziale, cui la cittadina legò le proprie radici fino ai giorni nostri. La visita al Castello Caetani, con le sue “Stanze Pinte” (opera forse di un allievo del Pinturicchio), i suoi affascinanti arredi medievali, i suoi ponti levatoi e i suoi passaggi segreti, è irrinunciabile ed emozionante.

Molto suggestivo il lungo passaggio coperto (la cosiddetta “Grande Batteria”) che, attraversando un tratto delle mura, permette l’accesso al camminamento di ronda, da cui si gode uno splendido panorama sulle verdi campagne e sulle retrostanti montagne.

Ai discendenti della famiglia Caetani si deve poi, la nascita di un giardino forse unico al mondo: Il giardino di Ninfa.

Il giardino è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelarlo e salvaguardarlo a livello internazionale. L’habitat è costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e dalle aree circostanti. All’interno del giardino si contano oltre 1300 piante diverse (molte delle quali rarissime) magnolie decidue, betulle, iris palustri e una sensazionale varietà di aceri giapponesi che è possibile ammirare negli otto ettari di giardino, in un luogo di pace e meditazione appositamente creato e progettato.

 

In ultimo, ma non per importanza, consigliamo la visita all’Abbazia di Fossanova (a 5 km dal comune di Priverno), in cui visse e meditò san Tommaso d'Aquino.

L’Abbazia costituisce il più antico esempio d'arte gotico-cistercense in Italia ed è composto dal chiostro, fulcro dell'intero organismo, dalla chiesa di Santa Maria, dalla Sala Capitolare (con i dormitori dei monaci),dal refettorio e dall’infermeria. Non perdetevi il magnifico rosone che corona l’imponente entrata (risalente al VI secolo) testimonianza di un preesistente monastero benedettino.

 

E quindi, così come Ulisse, la cui insaziabile sete di conoscenza lo portò a spingersi oltre i suoi confini, lasciatevi conquistare da questa terra che, forse più di tante altre, rappresenta la straordinaria bellezza dal nostro Paese. .

 

 

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