Sabato, 16 Gennaio 2016 11:31

IL CARNEVALE E LA CITTA' DI FANO: TRA STORIA E CURIOSITA'

Descrizione

IL CARNEVALE E LA CITTA' DI FANO: TRA STORIA E CURIOSITA'

Il Carnevale e le sue origini

Il Carnevale è una festa antichissima, la cui nascita viene fatta risalire ai Saturnali latini.
Il nome “Carnevale” deriva molto probabilmente dal latino “carnem levare” (che letteralmente significa: “eliminare la carne”). Infatti si organizzava una sorta di grande banchetto per dare l’addio al consumo di carne che generalmente avveniva il martedì grasso. Questa tradizione avveniva in virtù della prescrizione ecclesiastica all’astensione dal consumo della carne durante il successivo periodo di Quaresima.

Quello che non sapevi sul Carnevale di Fano. Una storica tradizione dal 1347…

Nello Statuto di Fano (affermato solennemente nel 1450 dai Malatesta),  è indicato a chiare lettere che è necessario festeggiare il Carnevale.

A Fano, inoltre, esiste un altro documento risalente al 1347, custodito gelosamente nell’Archivio storico comunale, che permette di dire ai suoi abitanti che il Carnevale di Fano è il più antico d’Italia.

Già in antichi libri storici fanesi risalenti al 1600, si ricordano tra i divertimenti carnevaleschi, la corrida con il porco, le corse ai palii, i tiri al bersaglio e il singolarissimo “gioco delle trippe”. Inoltre, in una canzonetta popolare del 1765, si parla del “getto”, particolare caratteristica del Carnevale fanese che consiste nel lancio di dolciumi dai carri allegorici durante la parata.
Avvicinandoci ancora versoi giorni nostri, precisamente nel 1872, fu redatto un manifesto che informava la cittadinanza la fondazione della “Società della Fortuna”, antenata dell’odierno “Ente Carnevalesco”.

Fano ha dunque, oltre che un Carnevale la cui genesi si perde nei secoli, un’organizzazione per i festeggiamenti che ha superato il secolo di vita.
Una storia ed una tradizione che poche altre città in Italia e nel mondo possono vantare. Oggi il Carnevale di Fano è la più importante festa popolare delle Marche ed una delle prime in Italia con una partecipazione di oltre 100.000 persone.

I carri allegorici allestiti in occasione delle sfilate, sono veri e propri palcoscenici mobili in cui accade di tutto. Al tramonto tutto si illumina di mille colori dando luogo a visioni di grande suggestione nel classico giro della “luminaria”.
La sfilata si chiude tradizionalmente con la “Musica Arabita”, musica arrabbiata, un singolare complesso musicale nato nel 1923 molto imitato sia in Italia che all’estero. Basta vedere una volta i suoi strumenti ed ascoltare una volta le sue esibizioni per comprendere l’orgoglio popolare della sua origine. l’orgoglio legittimo di chi sa di far parte di una tradizione antica e di una élite ristrettissima, quella di coloro che hanno mantenuto in vita, rivestendo di arte e cultura un antico rito: il Carnevale, che non si celebra soltanto durante le guerre, quando cioè la morte prevale sulla vita.

Inoltre, un’altra curiosità che pochi sanno risiede nel significato dell’edizione Carnevalesca, che consiste sostanzialmente nella rivisitazione in chiave moderna dell’antico ed eterno rito ebreo del “capro espiatorio”.
Il “Pupo” (la maschera tipica della città), simboleggia l’animale sacro sul quale la comunità scaricava e forse scarica ancor oggi le colpe commesse nei giorni di licenza erotica del Carnevale. Rito che non poteva non concludersi con il rogo che divorando con le fiamme il “Pupo” purifica tutti e conclude il Carnevale.

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Schermata rogo carnevale di fano

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IL CARNEVALE E LA CITTA' DI FANO: TRA STORIA E CURIOSITA'

Il Carnevale e le sue origini

Il Carnevale è una festa antichissima, la cui nascita viene fatta risalire ai Saturnali latini.
Il nome “Carnevale” deriva molto probabilmente dal latino “carnem levare” (che letteralmente significa: “eliminare la carne”). Infatti si organizzava una sorta di grande banchetto per dare l’addio al consumo di carne che generalmente avveniva il martedì grasso. Questa tradizione avveniva in virtù della prescrizione ecclesiastica all’astensione dal consumo della carne durante il successivo periodo di Quaresima.

Quello che non sapevi sul Carnevale di Fano. Una storica tradizione dal 1347…

Nello Statuto di Fano (affermato solennemente nel 1450 dai Malatesta),  è indicato a chiare lettere che è necessario festeggiare il Carnevale.

A Fano, inoltre, esiste un altro documento risalente al 1347, custodito gelosamente nell’Archivio storico comunale, che permette di dire ai suoi abitanti che il Carnevale di Fano è il più antico d’Italia.

Già in antichi libri storici fanesi risalenti al 1600, si ricordano tra i divertimenti carnevaleschi, la corrida con il porco, le corse ai palii, i tiri al bersaglio e il singolarissimo “gioco delle trippe”. Inoltre, in una canzonetta popolare del 1765, si parla del “getto”, particolare caratteristica del Carnevale fanese che consiste nel lancio di dolciumi dai carri allegorici durante la parata.
Avvicinandoci ancora versoi giorni nostri, precisamente nel 1872, fu redatto un manifesto che informava la cittadinanza la fondazione della “Società della Fortuna”, antenata dell’odierno “Ente Carnevalesco”.

Fano ha dunque, oltre che un Carnevale la cui genesi si perde nei secoli, un’organizzazione per i festeggiamenti che ha superato il secolo di vita.
Una storia ed una tradizione che poche altre città in Italia e nel mondo possono vantare. Oggi il Carnevale di Fano è la più importante festa popolare delle Marche ed una delle prime in Italia con una partecipazione di oltre 100.000 persone.

I carri allegorici allestiti in occasione delle sfilate, sono veri e propri palcoscenici mobili in cui accade di tutto. Al tramonto tutto si illumina di mille colori dando luogo a visioni di grande suggestione nel classico giro della “luminaria”.
La sfilata si chiude tradizionalmente con la “Musica Arabita”, musica arrabbiata, un singolare complesso musicale nato nel 1923 molto imitato sia in Italia che all’estero. Basta vedere una volta i suoi strumenti ed ascoltare una volta le sue esibizioni per comprendere l’orgoglio popolare della sua origine. l’orgoglio legittimo di chi sa di far parte di una tradizione antica e di una élite ristrettissima, quella di coloro che hanno mantenuto in vita, rivestendo di arte e cultura un antico rito: il Carnevale, che non si celebra soltanto durante le guerre, quando cioè la morte prevale sulla vita.

Inoltre, un’altra curiosità che pochi sanno risiede nel significato dell’edizione Carnevalesca, che consiste sostanzialmente nella rivisitazione in chiave moderna dell’antico ed eterno rito ebreo del “capro espiatorio”.
Il “Pupo” (la maschera tipica della città), simboleggia l’animale sacro sul quale la comunità scaricava e forse scarica ancor oggi le colpe commesse nei giorni di licenza erotica del Carnevale. Rito che non poteva non concludersi con il rogo che divorando con le fiamme il “Pupo” purifica tutti e conclude il Carnevale.

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